Il coraggio delle donne, di Sonia Scarpante.

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Sono giunte in redazione una serie di riflessioni della nostra Sonia Scarpante, presidente Associazione “La cura di sé” , riuotanti intorno alla figura femminile come matrice di cambiamento.


Se di cambiamento dobbiamo parlare allora atteniamoci al nostro essere coerenti e come persone “ illuminate”,  proiettiamoci verso un futuro che dobbiamo imparare a proteggere e a vedere positivo dal punto di vista ambientale e di scelte comunitarie fattive e non obsolete.

Siamo segnati, da tempo,  da un’umanità vasta per esempi di valore che non possono sfuggire alle nostre costruzioni mentali e fra questi perché non citare la Senatrice Liliana Segre che tanto ci aiuta ad entrare nel significato importante di rivalutazione memoriale e di costruzione del futuro attraverso atti di fiducia e di coesione sociale? Se ci inoltriamo nel concetto alto di Natura e di rispetto dell’ecologia non possiamo non imbatterci nell’esempio virtuoso di Greta che visibilmente ha dato spazio al suo grido di dolore per una nostra rinuncia di incomunicabilità. La nostra  rinuncia di appartenenza a ciò che ci rigenera e ci aiuta ad evolvere, a fare parte di quella “razza congrua” che è pregevole nella sua antonomasia.

E anche la stessa Carola non si è spesa forse per infonderci quel concetto ampio di Comunità di Destino (Eugenio Borgna) a cui noi dobbiamo sentirci come parte integrante e  attiva ? Da questa  Comunità solidale non possiamo pensare di scorporarci perché altrimenti il rischio è alto, il rischio  è di affondare in una panacea di conformismo aberrante.

E’ come se nel nostro delirio di supponenza ci mal nutrissimo , rei di mete inappaganti che ci disorientano e ci sconfinano in terre estreme e disumanizzate. Solo nel valore appagante della  socialità equa  possiamo trovare espressione congrua e conferma al nostro esserci., solo così possiamo sentirci sani e meritevoli.


Queste sono Donne a cui ne potremmo aggiungere molte altre, donne che si sono occupate e che si adoperano per la Cura della Comunità, per la cura della Natura da cui discendiamo come esseri umani con la proprietà evolutiva del linguaggio che ci distingue dalle altre specie.

La loro non è una Cultura dedita ad incrementare atti bellici o di emulazione alla Guerra , non è una Cultura volta all’uso improprio di armi e alla mistificazione del sé con la costruzione di  inette relazioni. E’ come se nello sporco della nostra umanità si volesse mettere, da parte loro,  mano per creare ordine, pulizia, decoro. I loro sono Ottimi esempi di perseveranza e di Cura.

Vogliamo  veramente parlare coerentemente e essere testimoni in un percorso di Cura finalizzato al benessere sociale? E allora sporchiamoci le mani, usiamo la loro audacia come atto umano perseguibile , esempio da spingere nella nostra singolarità ; tiriamoci su le maniche e guardiamo a queste donne intessute di dignità, di capacità etica. E ognuno di noi faccia la sua parte scommettendo su se stesso per ampliare quel loro tributo che non è cosa assodata, scontata. Dedichiamoci alla difesa della Natura ( li stiamo osservando questi animali che raggiungono vie centrali di nostre città marcando nuovi territori? Cosa ci significano?), sfruttiamo quell’esempio virtuale di donna che nella Cura trova la sua più alta appartenenza.

 Il loro è un encomiabile tributo sociale e va valorizzato senza mai stancarci di farlo, soprattutto in questi nostri tempi. La nostra Storia ci sta indicando questa strada e se ci pensiamo bene sono proprio gli uomini e le più alte cariche dello Stato e della Chiesa a spendere parole propositive e fortunate  a tale riguardo . Un ruolo delle  Donne , quello della Cura della Comunità e della ricostruzione del Bene inalienabile della Natura,  che ci appartiene magistralmente  e che viene rivendicato per la sua , non più rinunciabile, inconfondibile Forza.

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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”