A Natale … facciamo rete!

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Sabato 14 Dicembre 2019
Laboratorio di Arte Terapia in Hospice

Due mani che si tengono fanno rete.
La rete nasce dall’incontro di due e più fili in cammino. Il loro intreccio crea la struttura e aiuta la circolazione e lo scambio di forme e contenuti altrimenti isolate e sole. Il valore simbolico della rete è per ciascuno di noi differente e potente. E’ protezione, congiunzione, incrocio, divisione, a volte trappola, sostegno, riparo, raccolta, può essere un limite, il confine, spesso è supporto, solidarietà, un segno, l’unione, il contatto, la comunicazione. Pensiamo alla rete come ad una superficie dove noi tutti – qui ed ora – ci troviamo e lasciamo fluire liberamente la sensazione dell’incontro con l’altro. Una rete che non ferma, ma che afferma. Ciò che diamo e riceviamo sarà crescita, evoluzione, emozione da scoprire insieme.

Proveremo a dare forma e colore a questa percezione realizzando ognuno un piccolo Albero di Natale guidati dalla fantasia, dai materiali artistici, dalle parole e invitati poi ad annodarlo, facendo rete, sul pannello reticolato in comune.

Alla fine osserveremo l’opera realizzata seguendone la crescita e la sua trasformazione iniziale. Ognuno potrà raccontare e condividere le sensazioni vissute nell’esperienza artistica, personale e di relazione tra noi che … facciamo rete!

Vi aspetto con gioia.

ORARI: dalle 10 alle 17
LUOGO: reparto Hospice

CONDUCE: Raffaella Fontana arte terapeuta (Art Therapy Italiana)

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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”