Il Disturbo Alimentare a Book City

0
167

La redazione di “Milano più Sociale” è da sempre impegnata a seminare informazioni e conoscenze intorno ad argomenti sociali che vengono vissuti come problematiche ancora radicate nella società odierna.

Così, lo scorso venerdì 15 novembre, in una fredda e piovosa serata di fine autunno alle ore 20,00 presso uno storico palazzo nel centro di Milano, il Circolo Filologico Milanese, è “andato in scena” l’evento “Corpi in gabbia” – I disturbi alimentari nella nostra società – l’argomento che la redazione di Milano più Sociale, ha scelto per l’edizione 2019 di Book City.

Siamo partiti dal libro “Volevo essere una farfalla” di Michela Marzano per parlare di disturbi del comportamento alimentare, fenomeno che colpisce in maniera esponenziale adolescenti di entrambi i sessi, donne in periodo menopausale, con un’insorgenza sempre più precoce.

Dai diversi ed interessanti interventi è emerso come tale problematica sia legata ad una valutazione disfunzionale che la persona fa di se stessa, soprattutto quando l’autostima è eccessivamente influenzata dall’ideale della forma fisica, dal peso e dal bombardamento mediatico.

Mi sembra doveroso citare tutti i relatori che sono intervenuti testimoniando con diversi linguaggi, artistici, esperienziali, di contenuto, l’importanza di accorgersi per tempo, fin dalla prima infanzia, dell’insorgere del problema.

Ha aperto l’evento Mara Cozzoli, redattrice e scrittrice con un video testimonianza, il cui testo potrete leggerlo prossimamente su questo periodico. E’ seguita Mariateresa Persico, dottore in Neuropsicomotricità e fisioterapista, che ha fornito sia dati che uno sguardo verso l’insorgenza del problema in età precoce. Anche questo intervento potrete leggerlo prossimamente su Milano più Sociale.

E’ intervenuta, quindi, Barbara Murrighili, psicologa, psicoterapeuta, psicodrammatista che ci ha avvolto, facendoci entrare e partecipare nella storia di una donna che si trovava immersa nel problema legato alla anoressia, gettando anche qualche spunto non solo di riflessione ma anche di possibile aiuto e supporto.

Poi Francesco Comelli, psichiatra, psicoanalista, coordinatore sociale della Associazione Basti-menti e molto altro ancora, ha voluto insieme ad una sua paziente, affetta dal problema, ripercorrere il percorso terapeutico fatto insieme. Successivamente è arrivato il video con le opere di Angela Pinto artista surrealista che ci ha fatto molto emozionare, come l’intervento di Sonia Scarpante, architetto, scrittrice e Presidente della Associazione “La cura di Se’, legato all’importanza dell’ascolto profondo e dell’utilizzo della scrittura terapeutica come mezzo per far uscire ed emergere le diverse problematiche . Albani Alessandro, dottore in scienze infermieristiche e consigliere comunale della città di Busto Arsizio ha fatto una analisi sociale relativa all’estensione del problema non solo all’interno del nostro paese ma anche in altri contesti sia europei che in altri stati nel mondo.

E’ stato un momento intenso, un voler non solo “fare cultura” ma proporre anche possibili soluzioni attraverso percorsi appositi che devono essere intrapresi appena il disturbo alimentare emerge, superando i momenti di negazione che colpiscono spesso anche i famigliari.

Il tempo è stato molto tiranno, abbiamo superato di molto l’ora a nostra disposizione, non abbiamo potuto fare domande, effettuare riflessioni insieme, ma spero che i “semi” gettati possano germogliare. Noi continueremo a trattare di disturbo alimentare come di dipendenza affettiva, l’argomento portato lo scorso anno a Book City.

Ringrazio tutti i relatori e soprattutto le tante persone, che nonostante l’ora e il clima ci hanno accompagnato in questa nostra seconda avventura.

Grazie a tutti!

SHARE
Previous article“DIVENTARE GENITORI ATTRAVERSO L’HOME VISITING” È IL SERVIZIO DOMICILIARE DI PREVENZIONE 0-2 ANNI OFFERTO AL TERRITORIO MILANESE DA “ASSOCIAZIONE CAF”
Next article#BCM19.DCA: il cancro della psiche. Intervento di Cozzoli Mara.
Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”