TELEFONO AMICO: «13MILA CHIAMATE PER COMBATTERE LA SOLITUDINE»

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Il 24 maggio tavola rotonda a Padova con la psicoterapeuta Maria Rita Parsi, anteprima del congresso internazionale Ifotes “Uscire dalla solitudine – Costruire relazioni” in programma a Udine dal 3 al 7 luglio. Al via la campagna di sensibilizzazione “Solitudini e no”.

«Oggi esistono infiniti modi per comunicare, ma molte persone continuano a sentirsi sole. Nel solo 2018 abbiamo ricevuto quasi 13mila telefonate legate ad un fenomeno poco considerato ma molto presente in Italia: la solitudine e il bisogno di relazione». A renderlo noto è la presidente di Telefono Amico Italia onlus Monica Petra, in occasione della tavola rotonda “Oltre le solitudini, un progetto di futuro”, in programma a Padova il 24 maggio, che vedrà la partecipazione della psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, del filosofo Umberto Curi e del giovane scrittore Rocco Civitarese.

«Nel corso del 2018 – aggiunge Monica Petra – Telefono Amico Italia onlus ha raccolto complessivamente circa 50 mila richieste di sostegno legate a varie problematiche, offrendo quasi 9mila ore di assistenza telefonica e ascolto. La città dalla quale abbiamo ricevuto in assoluto più chiamate è Milano, seguita da Roma e Torino. Dal capoluogo lombardo, nel corso nel 2018, sono arrivate più di 2mila e 600 chiamate e il problema manifestato con maggiore frequenza è proprio la solitudine (25.5% delle chiamate)».

L’iniziativa “Oltre le solitudini, un progetto di futuro” è stata organizzata per celebrare il 50esimo anno di attività del centro Telefono Amico di Padova ed è un’anteprima del congresso internazionale “Uscire dalla solitudine – Costruire relazioni”, in programma a Udine dal 3 al 7 luglio e organizzato dall’International Federation of Telephone Emergency Services (Ifotes), che raccoglie oltre 30 associazioni specializzate in sostegno telefonico e ascolto attive in tutto il mondo, tra cui Telefono Amico Italia onlus. Il congresso accoglierà un migliaio di partecipanti provenienti da 25 nazioni.

«Abbiamo deciso di dedicare questa edizione del nostro congresso alla solitudine perché si tratta di un tema molto presente nelle nostre società – spiega la presidente di Ifotes Tina Duvivier – Il congresso tratterà diversi aspetti della solitudine e i modi possibili, per gli individui e la comunità, di affrontare questa condizione. La città di Udine diventerà un laboratorio di connessioni sociali e creatività, un luogo da cui trarre ispirazione e rafforzare il proprio impegno nell’ambito della salute emozionale e del benessere sociale».

Per mantenere alta l’attenzione sul tema della solitudine Telefono Amico Italia onlus, che da oltre 50 anni – grazie a 500 volontari che operano in 20 centri su tutto il territorio nazionale – ascolta le persone che hanno bisogno di aiuto garantendo il totale anonimato, ha deciso di aderire alla campagna nazionale “Solitudini e no”, lanciata da Ifotes con Artess (Association for Research and Training on Emotional Support Skills) e volta a sensibilizzare gli italiani su questo importante tema, invitando i cittadini e gli utenti della rete – in particolare i giovani tra i 18 e i 30 anni –  a completare la frase “Mi sono sentito ascoltato quando …”. Grazie a questa iniziativa sarà sviluppato uno storytelling collettivo che darà vita a un mosaico dell’ascolto, con esperienze, punti di vista e storie uniche che andranno a comporre un bagaglio di risorse a cui attingere per migliorare la capacità relazionale delle persone e in generale contribuire a mettere in circolo “pillole di benessere sociale”. I contributi saranno raccolti attraverso WhatsApp e rilanciati attraverso Instagram. Le testimonianze, in particolare, andranno inviate, dal 24 maggio al 7 luglio, al numero 3209515134, attraverso un messaggio WhatsApp.
A livello europeo, le associazioni aderenti a Ifotes rispondono più di 4 milioni di telefonate all’anno e gestiscono 150mila contatti e-mail e chat.

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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”