Ciao Marisa

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Marisa Senatore

Sono ferma, attonita, due grandi lacrime scendono sul mio viso, non riesco a parlare il mio sguardo è fisso sulla finestra che ho difronte. Lascio il telefono e la mia mente singhiozza e il dolore sale, sale lasciando spazio al ricordo.

La separazione… era tanto che non ci sentivamo… ne abbiamo tanto parlato, quante volte con sguardo severo mi hai detto: “Raffaella è arrivato il momento di separarci” … allora come oggi quanta fatica, quanta paura.

Ma Raffaella piano piano sostenuta da te è riuscita a fare i primi passi ed affacciarsi a quel mondo tanto spaventoso che non le era mai piaciuto. Raffaella ha capito che poteva farcela perché tu eri dentro di lei e l’accompagnavi anche nei momenti bui.

Ti ho sempre portata con me e quando non avevo risposte facevo come mi dicevi tu: “Aspetta, prendi del tempo e la strada ti apparirà più chiara” “Non puoi prendere decisioni se non riesci a vedere e sentire il problema, staccalo da te e guardalo, solo allora potrai capire come muoverti.

Sono stati 12 anni insieme, mi hai preso per mano e mi hai fatto crescere. Sei la mamma della mia psiche, lo sai, l’ho sempre detto, ti ho tanto amato e ti amo ancora e ti sarò sempre grata per avermi insegnato a vivere ed affrontare questo folle mondo.

Non sei stata solo la mia psicoanalista, ma colei con cui ho potuto rivoltare la mia anima e scoprire le tenebre e il sole che abitavano il mio cuore.

Ciao Marisa, se volata il giorno prima di Pasqua lasciando pezzetti di te in tante persone che hai aiutato a scegliere la vita. Sei stata una grande mamma non solo per i tuoi figli ma per tanti, che come me, si erano smarriti.

Ora sarai vento, sole ma di sicuro ci guarderai con il tuo bellissimo sorriso, i tuoi lunghi capelli e due dolci occhi che fanno capolino da grandi nuvole di panna per assicurarti che stiamo tutti bene…

Forse una favola ma a cui voglio credere!

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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”