martedì, Settembre 28, 2021
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Raccontare la fine della vita: dialogo con gli scrittori nei lunedì d’autore Vidas.

Con la partecipazione di: Giampiero Rigosi, Asher Colombo e Alessandro Milan.


Cosa significa accompagnare una persona cara negli ultimi istanti della sua vita e com’è possibile sopravvivere al dolore di una perdita? Di questi temi, tanto delicati quanto trasversali all’esistenza di tutti, si parlerà nei Lunedì d’autore organizzati nel mese di giugno da VIDAS, che da quasi 40 anni offre assistenza ai malati inguaribili e alle loro famiglie.

 Uno spazio di riflessione virtuale che si terrà in tre lunedì del mese, sempre alle ore 18, sui canali Facebook e Youtube dell’associazione e che vedrà protagonisti alcuni affermati esponenti del mondo della cultura odierna. Autori che al tema della mortalità e ai valori e sentimenti ad essa connessi hanno recentemente dedicato le proprie opere letterarie, spesso elaborate sulla base di esperienze personali e professionali. La partecipazione a ogni incontro è libera e gratuita.

 Il primo appuntamento sarà il 14 giugno con Giampiero Rigosi, romanziere e sceneggiatore per tv e cinema, che racconterà la storia del suo ultimo libro, Ciao Vita (ed. La Nave di Teseo, 2021). Un romanzo che narra di un’amicizia rinata dopo 30 anni di silenzio proprio nel tratto finale della vita di uno dei due protagonisti, anche grazie a un patto sancito in gioventù. Rigosi dialogherà con Giada Lonati, direttrice sociosanitaria di VIDAS.

  Il 21 giugno sarà la volta di Asher Colombo, professore ordinario di Sociologia all’Università di Bologna e presidente dell’Istituto Cattaneo, autore del libro La solitudine di chi resta (ed. Il Mulino, 2021). Di quest’opera, che indaga la morte in tempo di pandemia e gli effetti dei limitati rituali sociali legati al lutto, parlerà insieme a Raffaella Gay, responsabile comunicazione e progetti culturali di VIDAS.

Il 28 giugno, infine, chiuderà la rassegna l’appuntamento con Alessandro Milan, giornalista di Radio24, che racconterà del suo libro Due milioni di baci (ed. DeA Planeta Libri, 2019), commovente racconto dell’amore con la moglie, morta di cancro a soli 42 anni. Una narrazione che parte dal più semplice e mai banale gesto d’amore: il bacio. Come sigillo e come moneta di scambio, come passaggio e snodo, dato e ricevuto, mancato e promesso. A parlarne con lui Daniela Nava, responsabile dell’ufficio stampa e dei volontari di VIDAS.

Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”
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