Tu, donna. Di Sonia Scarpante.

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La redazione di Milano più Sociale propone ai suoi lettori “Tu, donna“, poesia di Sonia Scarpante.

Tu donna alimenta l’amore
come fiducia del sé
e spezza l’ amore come spargimento di dolore,
e di soffocamento interiore.

Tu donna prendi per mano
chi senti in fatica per una vita mancante,
per un riconoscimento taciuto.

Tu donna
non far mai mancare la parola del coraggio,
dell’insistere e del persistere
della forza interiore che trasforma gli animi
e ripulisce la comunità da dolori rimossi.

Tu donna dai parola a chi soffre,
a chi odora di conoscenza,
a chi desidera far crescere la fiammella dell’ audacia e della speranza.

Tu donna tieni al fianco
chi cerca protezione in una società vilipesa
dove si teme il linguaggio emotivo, la fragilità, la fiducia del vivere .

Tu donna proteggi chi cerca in te uno sguardo condiviso, una carezza di cura.

Tu donna dai al maschile la possibilità di guardare nel pozzo del sé,
avulso da antiche paure, da falsi pregiudizi,
da devastanti idee precostituite e mai sciolte.

Tu donna al maschile volgiti
con la sapienza che sempre ti ha sorretta nei millenni,
con la fecondità di una partoriente che vede sempre nella parola uno slancio,
un valore resiliente, la fiducia nel vivere, la riconciliazione del sé. 

Tu donna usa la cura per connettere,
usa la parola per ampliare, per anticipare,
per promuovere messaggi di liberazione,
non solo per noi donne ma anche per chi ci scruta da vicino
e vorrebbe imparare e trasformare le fatiche in opportunità.

Tu donna insegna dalla parola fertilità quanto può nascere e procrearsi.

Tu dolce donna prosegui su questo cammino con intraprendenza e sguardo visionario.

Sonia Scarpante Presidente Associazione La cura di sé
www.lacuradise.it

 

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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”