venerdì, Agosto 5, 2022
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MIGRANTI, “CASI D’IMPORTAZIONE” E COVID-19: L’APPELLO DELLA RETE NAZIONALE PER IL CONTRASTO AI DISCORSI E AI FENOMENI D’ODIO: “SI EVITINO STIGMA E DISCRIMINAZIONE”.

 

MIGRANTI, “CASI D’IMPORTAZIONE” E COVID-19: L’APPELLO DELLA RETE NAZIONALE PER IL CONTRASTO AI DISCORSI E AI FENOMENI D’ODIO: “SI EVITINO STIGMA E DISCRIMINAZIONE”

 

La Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio denuncia il fenomeno, sempre più diffuso, di disaggregare i dati quotidiani sulla pandemia da Covid-19 indicando la provenienza dei nuovi o degli attuali contagiati.

Nel rapporto quotidiano che accompagna il bollettino della Regione Calabria, oltre alla disaggregazione per province, dal 12 luglio appare una sesta grafica indicante inizialmente il numero dei migranti contagiati e ultimamente il numero dei contagiati da sbarco, ossia lo stesso gruppo di persone. 

Questo modo di dare informazioni sul Covid-19, così come l’introduzione, da parte di altre regioni, della categoria “casi d’importazione” e dichiarazioni come quella recente dell’ex ministro dell’Interno Marco Minniti sulla “evidente correlazione” tra immigrazione e pandemia rischiano d’innescare lo stigma sociale, intesa come l’associazione negativa tra una specifica malattia e un gruppo di persone che hanno in comune determinate caratteristiche, nei confronti di quanti vengono colpiti dalla malattia, con gravi conseguenze per le persone prese di mira.

Nel caso di una pandemia come quella da Covid-19, lo stigma sociale può comportare, come ha dichiarato l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms),  che “le persone vengono etichettate, stereotipate, discriminate, allontanate e/o sono soggette a perdita di status a causa di un legame percepito con una malattia”.

Per evitare questo pericolo l’Oms, in collaborazione con la Federazione internazionale della Croce rossa e Mezzaluna rossa e l’Unesco, ha elaborato una guida per prevenire e affrontare lo stigma sociale associato a Covid-19, mettendo in guardia, in particolare le istituzioni governative dall’utilizzo di parole che possono avere un forte impatto negativo su gruppi che vengono associati alla malattia ma anche sulla gestione dell’epidemia nelle comunità locali.

La Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio chiede alla Regione Calabria e a ogni altra istituzione pubblica di evitare di associare il Covid-19 ai migranti o a qualsiasi altro gruppo nella società non solo perché ciò violerebbe la dignità delle persone, ma anche per il grave rischio di esclusione, anche a carattere violento, delle persone immigrate, rifugiate o richiedenti asilo, se venissero percepite come “untori

Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio

Ganzetti Raffaella
Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”
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