IL BIOTESTAMENTO

0
193

Finalmente giovedì 14 dicembre 2017 è stata approvata in Senato la legge sul Testamento Biologico. E’ un inizio di normativa per permettere alle persone, A TUTTI NOI, di poter scegliere. La legge  non contempla, ancora, il suicidio assistito e l’eutanasia.

La legge che si intitola “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari”  è composta da 8 articoli e come cita l’articolo 1,  “tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona». Stabilisce che nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito senza il consenso «libero e informato» della persona interessata.

Una vittoria che permette finalmente alle persone di poter decidere come effettuare il traghettamento verso un nuovo orizzonte evitando inutili sperimentazioni effettuate, a volte, alla nostra insaputa.

Ogni persona ha dunque il diritto di conoscere e comprendere la propria situazione e di sapere anche quali possono essere le conseguenze di un possibile rifiuto alle cure. Da sottolineare che “Il consenso Informato” può essere revocato in qualunque  momento e da la possibilità di esprimerci in base a quello che non vogliamo ricevere: nutrizione e idratazione artificiali, rianimazione, ecc.

Altro elemento importante di questa legge è il DAT, cioè in previsione di una futura incapacità a decidere o a comunicare, la legge permette anche di stabilire in anticipo attraverso le Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) a quali esami, scelte terapeutiche o singoli trattamenti sanitari dare o non dare il proprio consenso.

La legge, infatti, prevede che ogni persona maggiorenne capace di intendere e di volere possa dare queste indicazioni. Prevede anche che si possa nominare un fiduciario che prenda al posto proprio le decisioni e che parli con il medico. Se il fiduciario venisse meno la  DAT mantiene l’efficacia in merito alle volontà del disponente».

In presenza o in assenza di DAT comunque la volontà del malato va rispettata. Al medico è garantita l’obiezione di coscienza, può dunque rifiutarsi di fare ciò che il paziente ha chiesto, ma la struttura ospedaliera deve in quel caso trovare qualcuno che garantisca il rispetto delle volontà del malato..

Sicuramente riparleremo presto di questa legge che sta suscitando tante reazioni nelle persone che non condividono questo pensiero. Credo però che la libertà di scelta debba essere sempre salvaguardata al di là delle proprie ideologie o credenze religiose. Importante risulta l’informazione dopodichè restituiamo agli individui il proprio corpo e il diritto ad esprimere la propria volontà.

 

SHARE
Previous articleI SETTE PALAZZI CELESTI
Next articleLA BELLEZZA
Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”

LEAVE A REPLY