Chi trova un amico trova un tesoro: ma sarà poi vero?

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Seguono le riflessioni sul senso e sull’importanza dell’amicizia

Il detto dice chi trova un amico trova un tesoro. Troppo spesso confondiamo le conoscenze con le amicizie. Ma cosa significa essere amico? Un tempo lontano ero convinta che l’amicizia non esistesse e che spesso le relazioni fossero solo dei rapporti d’uso. Facciamo fatica a stare da soli e quindi abbiamo bisogno di qualcuno che pensiamo possa aiutarci nei momenti difficili: l’uso ricompare spesso sotto forma di richiesta d’aiuto.

Nella mia vita ho conosciuto tante persone …. Tendenzialmente ci si avvicina al proprio simile e il diverso da noi si cerca di evitarlo, ma spesso accade, nel tempo, che il proprio simile può riscoprirsi diverso e a quel punto i rapporti si incrinano. Noi abbiamo bisogno nell’amicizia di sentirci compresi amati e di trovare quella complicità che ci fa sentire meno soli e appartenenti a qualcuno.  Questo è il bisogno che durante la vita cammina con noi ma che non ha nulla a che fare con l’amicizia.

L’amico è quello che ti ascolta ed è al tuo fianco anche se  non condivide le tue scelte. E’ colui da cui ti puoi rifugiare quando frana la tua vita ed è sempre pronto ad accoglierti e consolarti anche se da tempo non lo vedi. L’amico è quello che dopo una discussione sa chiedere perdono o cerca di recuperare il rapporto perché al di la’ dei pensieri la cosa più importante è comprendersi. E’ colui che patisce con te dei tuoi dolori e che anche se non può fare molto c’è con pensieri, parole e gesti.

 L’amicizia è come un binario che corre per tutta la tua vita ma non a senso unico, esistono sempre continui interscambi che permettono ai cuori di sentirsi vicini e di sorridersi, volendo il bene dell’altro. L’amicizia non conosce l’invidia, sa fermarsi, non essere invadente e sa correre quando necessita.

Nella vita ho avuto tanti tradimenti anche molto feroci da amici che non erano tali, che non ho saputo riconoscere … I volti molto spesso sono molteplici ricoperti da veli che non ti fanno capire la vera natura della relazione … Spesso i bisogni si abbracciano e nella ricerca di un tenero contatto, ci si confonde e non si vogliono vedere anche piccoli segnali che, aiuterebbero a districare delle matasse a volte infuocate.

 L’amicizia è cuore, è dare senza aspettative è l’atto d’amore verso l’altro, è riuscire a mettersi in disparte e far riposare il proprio ego in un morbido e saggio velluto.

L’amicizia è un dono che ti giunge a volte inaspettato e che non sempre è riconosciuto, tenuto ed amato. Richiede grandi sacrifici e ridimensionando le proprie verità ci si accorge che le verità hanno molte sfaccettature che dipendono dalla parte con cui le si guarda e dall’impulso che ci suscitano in un dato momento della vita.

Le verità, i torti si relativizzano per lasciare il posto all’incontro, al tempo che passa, agli eventi della vita e alla fine al poter guardarsi indietro, sorridendo e tenendo ancora per mano quell’amico, che è cresciuto, ha vissuto e ha sofferto con noi.

Corriamo insieme nei campi della gioventù per poi sorreggerci nel tramonto spiriti liberi  uniti dal soffio delle nostre anime.

Grazie cari amici

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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”