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Magnocavallo Massimo

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Massimo Magnocavallo. Vive a Ballabio da quattordici anni con la sua famiglia. maestro di nuoto, alpinista, tecnico federale della disciplina olimpica Triathlon Il curriculum dell'atleta valsassinese è assolutamente di tutto rispetto: alle spalle un passato da alpinista dal 1987 al 2007 con salita delle più belle vie di roccia e ghiaccio delle Alpi, salita al vulcano Etna dal livello del mare in due giorni nel 2006, traversata delle Alpi in otto giorni salendo nove cime da 4000 metri da Alagna Valsesia a Cervinia nel 2007 (progetto "Linking Together"), Magnocavallo inizia come triatleta nel 2008 con la società "Triathlon Lecco" partecipando a gare sprint, olimpico, mezzo ironia. Nel 2009 Massimo conclude il suo primo ironman a Bellagio e da quell'anno è istruttore di triathlon. Insieme al collega triatleta e istruttore Roberto Spinella, Magnocavallo fonda la società giovanile "Triathlon Stendhal Club" di Oggiono dove i due sportivi allenano tredici ragazzi dai 10 ai 17 anni. Sin da quando era bambino Massimo Magnocavallo ha avuto un sogno, per alcuni impossibile: unire sportivamente Italia, Svizzera e Austria. Rincorrere i propri sogni, come si può notare dalle sue imprese sportive, per Massimo è sempre stato uno stile di vita, infatti il suo motto che lo ha condotto per i monti di tre nazioni è stato: "ogni giorno da ogni punto di vista, io mi miglioro". Ed il sogno del bambino Massimo si è concretizzato da adulto nell'impresa "TriAlpi 2010". Il triatleta valsassinese è partito il 5 agosto 2010 dalla sede della Canottieri di Lecco. La prima tappa ha visto Magnocavallo nuotare per 40 kilometri da "quel ramo del Lago di Como che volge a mezzogiorno" sino ai lidi di Colico. Giunto dopo 17 ore ininterrotte di nuoto, infreddolito ed in stato di semi ipotermia, Magnocavallo non si è dato per vinto e dopo un breve riposo di quattro ore è salito in sella ad una bicicletta per percorrere i 260 km che separano Colico da Inzing, in Austria. Pari ad una tappa degna di un ciclista professionista, la distanza in questione ha visto il portacolori dello "Stendhal" superare il passo del Maloja e transitare per Saint Moritz in Svizzera. Smontato di sella a Inzing, la tappa più breve di 19 km è stata percorsa a piedi fino a giungere nella città tirolese di Innsbruck. Da alcuni anni una nuova sfida lo vede coinvolto come motivatore sportivo di alcuni ragazzi in difficoltà. Nel 2014 si è formato con il Dott. Lucio Moderato, nel corso base e avanzato sull’autismo; si documenta attraverso una bibliografica specifica in riferimento ai casi trattati. Come 'facilitatore sportivo' pone il soggetto nella condizione di realizzare, nella massima sicurezza, i propri desideri e le proprie ambizioni nell’ambito dell’attività sportiva a lui/lei più congeniale, in un’ottica di piena espressione delle singole potenzialità e peculiarità. Si sforza di accompagnare l’‘allievo nel percorso di miglioramento e di aiutarlo a esprimere se stesso, le potenzialità di cui è portatore, nell’alveo dei desideri e delle aspirazioni che nutre e che vorrebbe realizzare. Lascia il più possibile all’allievo le sue responsabilità, ma gli infonde sicurezza dimostrandosi pronto a correggere gli effetti degli errori più gravi. La competenza e l’essenza del suo ruolo non è dunque solo possesso di tecniche da trasmettere, ma stile di comportamento, sensibilità, empatia e capacità di negoziazione – entro i margini della sicurezza ‒ dei processi formativi per renderli quanto più sostenibili e recepibili all'allievo. Dal 2015 Fondatore e Presidente della Associazione I Supersportivi di Milano.