I SETTE PALAZZI CELESTI

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Se avete voglia di emozionarvi ed entrare in una dimensione che oscilla fra passato e possibile futuro, vi invito ad andare a visitare l’opera permanente “I sette palazzi Celesti” realizzata dal maestro Anselm Kiefer  presentata per Pirelli HangarBicocca nel 2004 da un progetto di Lia Rumma.

Troverete cinque opere pittoriche di grandi dimensioni, che formano insieme alle sette torri un’unica installazione dal titolo “I Sette Palazzi Celesti 2004-2015”.

L’opera è stata realizzata nel 2004 ed è composta, come già accennato,  da 7 torri, di altezza compresa tra i 14 m e i 18 m, del peso di 90 tonnellate, realizzate in cemento armato, moduli di container, elementi in piombo e rimanda a elementi simbolici della cultura e tradizione mistica ebraica.

Anselm Kiefer è rimasto affascinato dai segni delle antiche civiltà scomparse, che hanno realizzato opere architettoniche monumentali, oggi rovine, per celebrare il divino. Per l’artista queste costruzioni sono oggi il simbolo della sconfitta dell’uomo nella sua ambizioni a elevarsi a creatore.

Le cinque grandi tele invece  – Jaipur (2009); due opere della serie Cette obscure clarté qui tombe des étoiles (2011); Alchemie (2012); Die deutsche Heilslinie (2012-2013) – sono esposte nello spazio delle “Navate” che accoglie l’installazione permanente, conferendo un nuovo significato al capolavoro di Anselm Kiefer.

Le tele richiamano infatti alcuni temi già presenti ne I Sette Palazzi Celesti – le grandi costruzioni architettoniche del passato come tentativo dell’uomo di ascendere al divino e le costellazioni rappresentate attraverso la numerazione astronomica – e aggiungono inoltre alcune riflessioni centrali nella poetica dell’artista, quali la relazione tra uomo e natura, i riferimenti alla storia del pensiero e della filosofia occidentale.

Importante oltre ad assaporare l’interazione delle emozioni che l’installazione e le opere pittoriche possono trasmettere anche dotarsi dell’opuscolo informativo al fine di poter osservare i dettagli che spesso ne determinano il significato.

La mostra si trova al Pirelli Hangar Bicocca. Buona visita a tutti !

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Marinoni Alessandro
Non mi sento un artista, come a volte mi definiscono, ma un artigiano del fare, autodidatta, perché costretto ad effettuare studi che mi hanno temporaneamente allontanato dall'arte. Amo da sempre gli animali e la natura. Alcuni dicono che l’arte ci “giunge”, che è un dono, così come, forse, la capacità di ascolto e di mettersi in relazione con persone che nella nostra attuale società hanno difficoltà ad integrarsi e sopravvivere. Io mi colloco li, con le mie mani aperte, il mio sentire, il mio poco sapere, in una relazione d’aiuto che non è mai unilaterale verso qualunque forma di vita.