Il valore di un Sorriso

0
424

In occasione del 6 ottobre: “Giornata mondiale del sorriso” un articolo che ci parla dell’importanza di questo atto spontaneo che fa bene al nostro cuore.

Un sorriso non dura che un istante, ma il suo ricordo talora è eterno. (P.Faber)

Il valore del sorriso riveste una notevole importanza fin dalle prime fasi della nostra vita nella comunicazione affettiva tra madre e bambino.

In particolare nello sviluppo del bambino il sorriso come elemento di relazionale compare circa dall’ottava settimana in quella fase definita di rispecchiamento in cui il bambino risponde sorridendo al sorriso della madre.

Lo sguardo reciproco tra madre e bambino è l’elemento chiave dello sviluppo del mondo interno del bambino. (Stern)

Il rispecchiamento tra il sorriso della madre e quello del bambino rappresenta              quell’ elemento fondamentale nello sviluppo del senso di sé, e nella capacità di riconoscere se stesso attraverso l’altro.

Il sorriso è quindi quella via d’accesso alle emozioni che permette di creare quel legame affettivo relazionale madre-bambino che influenzerà il successivo sviluppo.

Anche in età adulta il sorriso ha la capacità di arricchire tanto chi lo riceve che chi lo dona, facendoci percepire quel profondo senso di accoglimento e riconoscimento sperimentato da bambini.

Mantenere la capacità di sorridere ci permette anche di affrontare le difficoltà della vita con maggiore coraggio, di trovare consolazione nei momenti di tristezza come anche nelle possibilità di ridere di noi stessi nei momenti di sconforto.

La capacità di sorridere non è scontata ma richiede una grande maturità psicologica è capacità nel non farsi travolgere dagli eventi della vita.

Quando sorridiamo attiviamo tutta una serie di muscoli a livello mandibolare che ci permettono di rilasciare tutta una serie di contrazioni e tensioni che ci servono per controllare le nostre emozioni. Allo stesso tempo la nostra respirazione viene ampliata, in particolare il movimento espiratorio, aiutandoci a sciogliere tutta una serie di tensioni a livello del volto, della gola e degli occhi.

L’energia che sprigiona un sorriso spontaneo ci permette di entrare in contatto più profondo con noi stessi e con le nostre emozioni e non a caso in analisi bioenergetica, come anche in alcune forme di meditazione dinamica il ridere viene utilizzato volutamente per aiutare le persone a entrare maggiormente in contatto con la propria energia.

Saper sorridere, come saper piangere sono i due lati della stessa medaglia ed esprimono la nostra capacità di entrare in contatto più profondo con noi stessi e con gli altri.

Spesso quando si dice “sorridi che la vita ti sorride” si evidenzia il forte legame che esiste tra noi e il mondo che ci circonda e di come un piccolo gesto possa portarci a vivere la vita diversamente.

Se da bambini abbiamo ricevuto quel giusto rispecchiamento ed il nostro sorriso ha trovato quello della madre, da adulti sarà più facile sorridere al mondo, che a sua volta come un grande specchio potrà restituirci il suo sorriso.

Quando perdiamo la capacità di sorridere perdiamo così quell’energia e quella vitalità che ci fanno sentire in contatto con la vita e con le nostre sensazioni, e da qui l’importanza di ri-imparare a sorridere per affrontare la vita in modo nuovo, come gli occhi di un bambino che per la prima volta vedono il sorriso della madre.

SHARE
Previous articleCINEMA SULL’ACQUA
Next articleL’immobilismo Lamentoso
ANDREA MALDIFASSI
Dott. Andrea Maldifassi Psicologo clinico, Analista bioenergetico in formazione. Albo Psicologi della Lombardia n°8453 Ho iniziato a lavorare sulle sottili dinamiche mente-corpo e sul concetto di energia attraverso la pratica dell’Aikido, un’antica arte marziale che mi ha permesso di integrare, inizialmente sui di me, il lavoro analitico con il lavoro corporeo, questo anche attraverso la pratica della meditazione. Il lavoro di parecchi anni in ambito ospedaliero nel supporto ai pazienti oncologici mi ha permesso di verificare come il lavoro sul corpo, il rilassamento, la meditazione e il lavoro sull’energia vitale siano di fondamentale importanza, in particolare, per chi è colpito da una patologia fisica come un tumore e deve sostenere dei trattamenti oncologici invalidanti. Mi sono anche occupato di supporto ai familiari dei pazienti oncologici edi gestire gruppi di supporto e di rilassamento per pazienti in trattamento e per il personale infermieristico. Ho svolto inoltre attività di formazione al personale sanitario sulla gestione della comunicazione e sul burn-out. Attualmente svolgo la libera professione presso il mio studio dove integro il lavoro analitico con il lavoro corporeo bioenergetico, modello secondo il quale attraverso lo scioglimento delle tensioni fisiche e possibile liberarsi di quei blocchi emozionali che limitano la piena espressione delle propria energia vitale. Collaboro inoltre con l’Università degli Studi di Milano Bicocca come docente presso il Dipartimento di Psicologia dove conduco laboratori esperienziali per il tirocinio interno degli studenti di Psicologia ed anche con l’associazione “Parlatevi con noi” del Canton Ticino per progetti di promozione del benessere e prevenzione nelle scuole medie.