DOLCI E NON SOLO

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Quanti compleanni in giugno per la nostra famiglia. Da sempre è stato così. Mia mamma compiva gli anni il primo di giugno. Mia suocera il 6 giugno, in contemporanea con mio figlio. Mio papà li compiva il 23 giugno e uno dei miei fratelli il 17. Si sono poi aggiunti i nipoti e così anche nuovi arrivi per questo fine mese…

In giugno ci sono anche molte occasioni per festeggiare: i fine attività, onomastici, matrimoni. Giugno è stato anche un mese di diversi lutti, ma di questo non è il caso di parlarne oggi.

Per me è un mese di… ricerche dolci. Che torta fare per X, cosa vuole Y? Quest’anno l’impegno “intellettuale” maggiore è stato per il nostro scricciolo di tre anni. Tema scelto dalla famiglia: IL DRAGO CHE FA PAURA.  Sembra facile ora che internet offre idee con un clic. Il problema è che a livello amatoriale la pasticceria non è così semplice. Si discute, si pensa, le sorelle creative propongono, ma la parte manuale è della nonna essenzialmente, che deve rendere le idee in dolci manipolabili facilmente.

La decisione primaria è presa. Si parte dal biscotto. La ricetta sarà quella tradizionale, senza lievito per mantenere il “drago” in forma per le successive decorazioni.  La figura del drago: un bel match. Gli spuntoni sulla schiena, la coda lunga, un drago dormiente o un drago seduto. Se deve fare paura deve emettere fuoco, non può essere sdraiato.  Quanta discussione per … un dolce. Alla fine la scelta è fatta. Il drago sarà in piedi, mostrerà la sua pancia e sputerà fuoco. Mia figlia mi passa la stampa a colori del drago scelto, in dimensioni realizzabili.

Si parte. La placca da forno è pronta. La base di biscotto è stesa sulla carta da forno. Bisogna ritagliare la figura del drago con tutte le sue pungenti punte sulla coda. Il taglierino si muove dolcemente. Occorre fare bene i contorni per non perdere la forma durante la cottura. Tutto procede ed il forno collabora a rendere il nostro drago bello croccante.

Bisogna decorarlo, una volta freddo e qui la faccenda si complica. Ci vogliono due tipi di colore verde per la pasta di zucchero bianca. Si va lentamente, le sfumature tra i due verdi devono essere accattivanti, ma il colorante edibile si aggiunge con uno stuzzicadenti, una punta per volta.  Con pazienza anche questa fase viene superata.  Ora però bisogna suddividere le diverse parti della matrice del disegno per applicare i due verdi. Si ritaglia, si prova sul biscotto, si cerca di capire come coprire le giunzioni.

Si arriva a completare il drago. Manca il fuoco però. La sorella maggiore si offre di fare il disegno e di ritagliarlo sulla pasta di zucchero. Siamo arrivati a completare l’opera. Con delicatezza la presenteremo, perché è fragile anche nella sua bellezza infuocata.

Mi chiedo: chi me lo ha fatto fare? Infine è un biscotto e niente di più. Lo si mangia e finisce in un momento. In fondo in fondo una vocina mi invita a riflettere. Sarà un biscotto, ma con la collaborazione e l’entusiasmo di tanti cuori: le sorelle, la mamma, il festeggiato che vedrà una cosa diversa e inaspettata… il papà tenuto allo scuro delle macchinazioni familiari. Eccolo

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