UN VERO PARADOSSO UMANO!

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Noi umani a volte siamo stupefacenti nel nostro modo di comportarci.

Mi riferisco all’ultimo aneddoto relativo ai poveri astici ed aragoste che finalmente sono stati riconosciuti esseri senzienti ed in grado di provare sofferenze e non devono più subire maltrattamenti in attesa di essere cucinati. La Cassazione  riconosce il diritto di questi animale, anche se semplici crostacei, ad essere custoditi in modo adeguato, altresì si compie un reato e precisamente il reato di maltrattamento di animali, previsto dall’articolo 727 del codice penale.

Fin qui tutto bene possiamo solo essere contenti, anche perché noi uomini non ci rendiamo conto di quanto può farci male ingerire del cibo che deriva da morti atroci, agonizzanti  e questo riguarda ovviamente ogni specie.

C’è però un piccolo particolare non del tutto trascurabile: i crostacei per essere cucinati finiscono, ancora vivi,  in un pentolone di acqua bollente e si dice che i loro lamenti mentre muoiono hanno un che di straziante (anche se molti sostengono che siano semplicemente causati dal rilascio dei gas sotto al guscio) e possono durare anche diversi minuti.

Ma questo non è maltrattamento, viene ritenuta solo una “consuetudine sociale”  quindi non costituisce reato! Un vero paradosso umano!

Non entro in merito al concetto di uccidere per cibarsi, ma sul diritto ad una morte dignitosa e senza dolore, sì. Dovremmo tutti indignarci e riflettere. Oggi abbiamo maggiori strumenti per informarci e non possiamo più nasconderci dietro all’ignoranza o alla superficialità…

Un dilemma: il diritto della difesa degli animali con il diritto della gola per la prelibatezza…

Sembra che dall’Inghilterra sia arrivato un mezzo che possa mettere d’accordo anche se non ovviamente riunire le due fazioni.

L’inglese Simon Buckhaven sembra aver costruito un  dispositivo per uccidere quasi istantaneamente aragoste, gamberi e scampi ed avere, al tempo stesso, un gusto migliore nel piatto.

Si tratta del “CrustaStun”, una sorta di scatola in acciaio inossidabile, dalle dimensioni di un forno a microonde e contenente una spugna bagnata e un elettrodo. Quando il crostaceo viene posizionato all’interno e si chiude il coperchio, l’elettrodo porta la corrente che stordisce l’animale in meno di 3 secondi e lo uccide in 5-10 secondi: un tempo decisamente più ridotto rispetto ai 4-5 minuti che impiega un granchio per morire bollito.

Sempre di morte parliamo ma forse  meno cruenta e chi sa che non sia la strada per proibire questa tradizione feroce che di sociale ha proprio poco.

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Ganzetti Raffaella
Sono nata a Milano ormai molti anni fa e nella mia faticosa vita ho effettuato tante esperienze sia umane che professionali. Ho avuto inizialmente esperienze con bambini anche se il mio interesse si è sempre rivolto alla fascia adolescenziale o giovane adulti. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con persone con disabilità sia grave che lieve che ai limiti inferiori di norma, occupandomi dell’aspetto educativo e successivamente terapeutico. L’esperienza mi ha portato a ideare modelli d’intervento sempre maggiormente centrati sulla persona che è l’unico protagonista della sua vita anche in caso di disabilità. Nelle diverse formazioni che ho effettuato a genitori e a personale che si occupa di sociale ho sempre cercato di far comprendere l’importanza dell’ascolto empatico, del contenimento emozionale elementi che nel tempo sono diventati la base del mio metodo. Già Direttore Responsabile di un altro giornale on line la cui redazione era formata da persone con disabilità ora mi accingo a portare avanti un nuovo progetto “Milano più Sociale”

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