YOGA UJJAY: IL RESPIRO VITTORIOSO

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Lo yoga è lo strumento attraverso cui estendiamo al massimo tutto ciò che siamo, fino a quando il nostro corpo è in grado di toccare l’anima. E in questo attimo di incontro tutto si fonde.

Come ho già affermato in precedenza, il movimento nella pratica yoga è ben diverso dal movimento che viene eseguito nella ginnastica.

Nello yoga “Il corpo istintivamente evita i gesti bruschi e aggressivi, imposti con la forza, che danno ai movimenti un andamento frammentato. Al corpo piacciono i movimenti sinuosi, che partono dalla colonna, e che conferiscono ai movimenti una forma unitaria” Wanda Scaravelli. Tra terra e cielo. Ed mediterranee

Potrei riassumere questo concetto dicendo che il primo passo per una buona  pratica consiste, con una mente calma e attenta, nel ricercare il movimento fluido. Tale qualità è possibile solo se il respiro a sua volta è completo, fluido e piacevole. Quindi prima di tutto si ricerca una respirazione corretta. Abbiamo visto che il suono è uno strumento importante per iniziare ad allungare il tempo dell’espiro.

Durante la postura il primo pranayama che viene installato è l’ujjaiy, tradotto come respiro vittorioso.

In questa respirazione l’aria entra ed esce dal naso, la glottide viene parzialmente chiusa, e questa azione produce un suono che assomiglia al suono del vento. Quindi un sussurro che dovrebbe essere percepibile solo da chi pratica per evitare di creare un’eccessiva tensione muscolare soprattutto a livello della gola.

Il risultato è una respirazione lenta e profonda che supporta maggiormente la pratica di asana in quanto, come afferma Leslie Kaminoff, crea una sorta di resistenza nelle cavità toracica e addominale. Tale resistenza protegge la colonna vertebrale durante i movimenti.

Ogni movimento, nella pratica, dura per tutta la durata della fase respiratoria  che lo accompagna.

Questa respirazione permette di allungare il respiro.

Grazie alla fluidità il movimento diventa completo, quindi porta il corpo a raggiungere la sua massima potenzialità in relazione alla sua azione e all’obbiettivo.

Il collegamento tra corpo avviene grazie ad una mente calma e ad un respiro consapevole.

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Crippa Monica
Monica Crippa Dottoressa in scienze dell’educazione. Insegnante di yoga per adulti. Pratico yoga dall’età di 19 anni e mi sono subito innamorata di questa disciplina. Oltre a comprendere la necessità di concedermi quotidianamente spazi per prendermi cura di me, lo yoga mi ha permesso di conoscermi meglio e di comprendere le necessità del mio corpo. Soprattutto mi permette tuttora di potenziare le mie abilità e di conoscermi in maniera più ampia. Per questo voglio condividere gli strumenti che questa disciplina mette a disposizione, con le persone che sono interessate ad impararle Il mio insegnante di riferimento è Marc Beuvain, allievo diretto di T.K.V. Desikachar con il quale ho studiato la logica dell’insegnamento e i principi basilari di yoga terapia. Nei percorsi per adulti propongo sequenze di asana (posture) , pranayama (tecniche di respirazione), fornisco accenni di Nada Yoga (yoga del suono) ed utilizzo, durante ogni sessione, bhavana (visualizzazioni) e momenti dedicati al rilassamento e alla meditazione. Educatrice ed Insegnante di yoga per bambini. Mi sono laureata in scienze dell’educazione nel 2008. Ho iniziato a proporre lo yoga ai bambini, durante i miei studi universitari, nell’anno 2007, durante il mio lavoro di educatrice con i minori. In seguito, ho deciso che avrei dedicato tutto il mio impegno all’insegnamento dello yoga, ho organizzato singoli incontri e brevi percorsi dove i bambini hanno potuto sperimentare questa disciplina giocando. Ho iniziato il mio percorso di formazione con Wanda Patt nell’anno 2010 e ho terminato con la formazione annuale presso A.I.Y.B. (Associazione Italiana Yoga Bambini) nell’anno 2011. Oltre allo yoga mi occupo di Aura Soma dall’anno 2011 quando ho conseguito l’attestato di consulente di terzo livello. Aura Soma è un sistema olistico che pone le sue basi sul colore. Attraverso le consulenze e la scelta dei colori “che ci assomigliano” tale sistema vuole portarci a conoscerci in profondità, ad unirci alla nostra anima. I due benefici principali di tale sistema possono essere riassunti in tre parole: consapevolezza, armonia, benessere.