SOROS E L’IMMIGRAZIONE INDOTTA

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Sara’ un caso ma dietro tutte le pseudo rivoluzioni colorate, le pseudo primavere e le contestazioni contro il “cattivo” di turno, compare la faccia o meglio il suo ricco portafoglio. Sto parlando di George Soros, un multimiliardario magnate degli hedge fund.

Gli hedge fund sono fondi comuni di investimento con normativa molto elastica, caratterizzati da una gestione rischiosa di capitali privati.

Questo signore e’ un agitatore internazionale  che opera attraverso le sue numerose fondazioni, fra cui la più conosciuta e’ la Open Society.

Tutte le volte che gli organi d’informazione lo definiscono filantropo io rabbrividisco. Mi chiedo come possa essere definito in questo modo uno speculatore che con i soldi non produce ricchezza (se non per se stesso) ma povertà. Il suo “lavoro” è scommettere sulla perdita degli altri.

Soros appartiene a quella aristocrazia del denaro per la quale crisi economiche e guerre rappresentano linfa vitale per il proprio portafoglio e potere. Destabilizzare le economie è il suo lavoro e destabilizzare i governi il suo hobby.

Il disegno dell’élite finanziaria per incentivare il proprio sistema di potere globale consiste in questo. Prima crea i poveri con crisi economiche-finanziarie, poi una guerra umanitaria o una rivoluzione colorata trasforma alcuni di loro in profughi e li spinge ad entrare illegalmente in Europa e in Usa, grazie alle sue associazioni.

Il tutto, ovviamente……….per amore dell’umanità. Questo e’ quello che ci raccontano e ci voglio far credere. Infatti un ruolo centrale in questo folle disegno è rappresentato dal sistema dei media e della cultura che deve manipolare l’opinione pubblica e demonizzare o ridicolizzare chiunque tenti di opporsi a questo processo.

L’immigrazione indotta e senza controllo serve a creare disordini sociali e culturali, a generare guerre tra poveri, ad alterare l’equilibrio demografico, dissolvere la classe media e ad imporre legislazioni più autoritarie.

Per Soros e i suoi amici è più funzionale una società con due sole classi sociali. Una potente elite economica e decisionale che gestisca i flussi formativi e informativi  e accentri sempre più richezza e una massa sempre più povera e dipendente da questa elite e da ciò che essa vuole farle credere.

Le identità nazionali e religiose sono d’intralcio a questo progetto e devono essere annullate. Devono lasciare spazio ad una moltitudine di individui indistinti e funzionali al sistema di dominio.

Temo proprio che l’immigrazione di massa serva a trasformare il sogno di questa elite nel nostro incubo.

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Beolchi Daniela
Dopo aver lavorato tanti anni al Corriere della Sera ora sono felicemente in pensione e posso dedicarmi a ciò che mi interessa e che amo: gli animali, la natura, l’arte e la storia. Sono convinta che se gli uomini traessero insegnamento da uno studio attento della storia eviterebbero di ricadere sempre negli stessi errori alimentati dalla sete di potere e di ambizione di pochi che rovinano la vita di molti.