ABBAZIA DI POLIRONE A SAN BENEDETTO PO

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Massimo, dai suoi tanti viaggi, oggi ci propone la bellissima e antica Abbazia di San Benedetto in Polirone, sita nel territorio del comune di San Benedetto Po in provincia di Mantova dove troverete, fra le altre meraviglie, il famoso Organo a Canne costruito da Giuseppe Bonatti di Desenzano attorno al 1726 circa.

 

Questa volta vorrei portarvi a conoscere un luogo sconosciuto ai piu’, a una ventina di chilometri da Mantova, Città D’arte 2016.

Il paese in questione e’ San Bendetto Po, dove, tra l’altro, sono nato.

Qui potete passare una mezza giornata in serenità, non esiste la confusione, il caos cittadino, le facce sono tutte interrogative se non vi conoscono, i negozianti tutti disponibili, cibi all’altezza della fama riconosciuta, pochi bar, men che meno ristoranti.

Se volete però pranzare o cenare c’è un ristorante in particolare che conosco bene, che si trova a Gorgo, a soli 2 km dal paese, posto di buona tradizione che si chiama ‘Gorgo del Po’.  Qui ho mangiato degli ottimi agnolini in brodo, tipici della cucina mantovana, carni e cacciagione con polenta.

Ma veniamo all’Abbazia, il cui nome Polirone deriva da Po – Lirone, essendo situata  alla confluenza fra il Po e il suo affluente Lirone. Fu fondata nel 1007 dal nonno di Matilde di Canossa che ne regalo’ una parte ai Monaci Benedettini.

Dopo 70 anni Matilde di Canossa, ricca feudataria, alleata del papa, mediatrice nello scontro tra Chiesa e Impero tra XI e XII secolo, potente e sola, fu un personaggio chiave del Medioevo e dono’ il monastero all’Abate di Cluny. La stessa Matilde vi e’ stata sepolta per diversi secoli fino a che non fu traslata a San Pietro nel 1632.

Fra il 400 ed il 500 il Monastero rifiori’ di filosofi e umanisti: la ristrutturazione fu affidata a Giulio Romano che si avvalse di grandi artisti dell’epoca come il Veronese e il Correggio.

Non sto a raccontarvi tutta la storia, che magari una guida locale vi potrà illustrare con molta più efficacia, ma vorrei solo incuriosirvi citandovi i tre chiostri attigui all’Abbazia che ritengo siano di grande importanza, oltre al Museo di Attrezzi Agricoli, retaggio dell’anima contadina della zona.

Una visita veloce anche all’argine del Po, vicino alla piazza principale, che purtroppo fu teatro di inondazioni e drammi per la vita contadina. Passeggiare una mezz’oretta lungo il grane fiume credo che sia una esperienza davvero simpatica e magica, almeno per me lo e’ ogni volta.

Tenete in considerazione questa gita fuori porta in una domenica di primavera, cosi’ potrete anche godere della campagna rilassante e stupenda della bassa padana.

Alla prossima!

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Baraldi Massimo
Massimo è uno spirito libero. E' creativo, viaggiatore, curioso della vita e portatore di simpatia. Con lui è impossibile annoiarsi