DARIO GIOVANNI FODRIS: IL CORAGGIO DI UN UOMO

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Una storia narrata dalla moglie Laura che ripercorre alcune tappe che l’hanno portata a rincontrare Massimo e i Supersportivi.

Scrive la moglie Laura Albanese, farmacista naturopata: Dario Giovanni Fodris, 61 anni, affetto da una malattia rara la PSP, Sindrome Sopranucleare Progressiva o morbo di Richardson, è da ottobre 2016 nella associazione Supersportivi  con un progetto sportivo individualizzato.

Amante della montagna estiva ha sempre camminato agilmente in erte salite ed escursioni, fino a quando 3 anni fa, in agosto, in Val di Fiemme, nell’imboccare la discesa dalla Croce del Monte (2700 m circa), ha incominciato a non vedere più il sentiero. Infatti questa sindrome si manifesta essenzialmente con il blocco della vista in verticale. È stato difficile scoprire il difetto di vista, parecchi oculisti non se ne sono accorti… !

E così il tempo passava e Dario peggiorava sia nella fonetica (vengono compromessi anche i muscoli del viso ma soprattutto le prime vie aeree), sia nella postura poiché per camminare e per vedere dove muoversi piegava la testa sempre più in avanti, provocandosi ripetute cadute.

Così si è fratturato 6 coste ed ha subito forti ematomi e traumi sulla pelle perché cadendo vicino agli spigoli appuntiti, si feriva. Era arrivato al punto che non si muoveva più da casa ed in casa, con conseguente graduale perdita cognitiva.

Massimo Magnocavallo è stato un nostro amico di giovinezza. Dario ed io ci siamo conosciuti a Varazze in vacanza ad agosto; lui aveva una casa, io capitavo li poiché mio papà aveva un amico negli stessi bagni balneari di Dario. La sua compagnia era numerosa e fra i tanti c’era anche Massimo, simpaticissimo già ai tempi.  Poi (nei 10 anni di fidanzamento!!!) piano piano, crescendo, la compagnia si è un po’ dispersa e con Massimo ci siamo persi di vista.

A Pasqua 2016 il caso, direi destino, volle che Massimo passasse davanti a casa nostra a Varazze e che riconoscesse Dario e non me! Negli incontri fatti prima delle vacanze estive (volti ad una presunta collaborazione come naturopata) si parlava sempre di più di Dario, che peggiorava lentamente ma sempre di più. Chiesi alla fine a Massimo se era possibile, entrando in associazione, di poter far fare una terapia sportiva a mio marito, più che altro per riattivare un po’ la sua muscolatura, ormai compromessa.

E così si iniziò a metà settembre.

Ho potuto subito constatare la professionalità di Massimo: incontri iniziali per chiarimenti e per convincere maggiormente Dario, si è ben documentato sulla patologia   neurodegenerativa, ha preso contatti con il nostro neurologo, ha cercato e trovato il vero neurologo specializzato nella PSP all’interno dell’Istituto Scientifico S.Raffaele. Mi ha dato indicazioni su vari esercizi o metodiche per sollecitarlo a muoversi in casa, etc.

Tre mesi abbondanti sono bastati per riattivare mio marito, nonostante il netto rifiuto da parte sua a lavorare a casa. Il miracolo l’ho visto, comunque, il giorno 8 dicembre 2016 , festa dell’Immacolata, quando Massimo ci ha invitato a fare una passeggiata in montagna dalle sue parti ai Piani dei Resinelli. Ci ha fatto percorrere 6,5 km in una mulattiera in mezzo al bosco per arrivare ad un belvedere sopra al lago di Lecco. Era di facile difficoltà, ma per Dario è stata una valutazione importante e difficile. All’inizio ha fatto molta fatica ad ingranare in una camminata montanara che da tempo non faceva.

Massimo gli stava vicino sia per aiutarlo, sia per incitarlo che ce la poteva fare a camminare da solo sulla mulattiera a fondo sconnesso …. e infatti ce l’ha fatta!!! In vicinanza della meta Dario camminava già più deciso e sicuro e riusciva a coordinare il movimento delle racchette. Al ritorno ha camminato quasi completamente da solo ed ha persino corso in discesa mano nella mano con Massimo. Per me è stata una gioiosa commozione!

Ora Dario ha acquistato nettamente padronanza delle sue gambe e raramente cade. I suoi passi sono più lunghi e decisi, fa le scale anche se non vede bene e, piano piano si sta convincendo di fare movimento (seppure ancora in minima frequenza) a casa. Purtroppo la sua malattia non gli dà tregua! Io vivo sempre nella speranza di poter intraprendere altre emozioni montanare con lui, come le tantissime vissute per ben 30 anni di matrimonio … magari sul Monviso!!! Uno degli ultimi nostri sogni non avverati.

Massimo sta lavorando con Dario su questo progetto di VITA!

 

 

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Magnocavallo Massimo
Massimo Magnocavallo. Vive a Ballabio da quattordici anni con la sua famiglia. maestro di nuoto, alpinista, tecnico federale della disciplina olimpica Triathlon Il curriculum dell'atleta valsassinese è assolutamente di tutto rispetto: alle spalle un passato da alpinista dal 1987 al 2007 con salita delle più belle vie di roccia e ghiaccio delle Alpi, salita al vulcano Etna dal livello del mare in due giorni nel 2006, traversata delle Alpi in otto giorni salendo nove cime da 4000 metri da Alagna Valsesia a Cervinia nel 2007 (progetto "Linking Together"), Magnocavallo inizia come triatleta nel 2008 con la società "Triathlon Lecco" partecipando a gare sprint, olimpico, mezzo ironia. Nel 2009 Massimo conclude il suo primo ironman a Bellagio e da quell'anno è istruttore di triathlon. Insieme al collega triatleta e istruttore Roberto Spinella, Magnocavallo fonda la società giovanile "Triathlon Stendhal Club" di Oggiono dove i due sportivi allenano tredici ragazzi dai 10 ai 17 anni. Sin da quando era bambino Massimo Magnocavallo ha avuto un sogno, per alcuni impossibile: unire sportivamente Italia, Svizzera e Austria. Rincorrere i propri sogni, come si può notare dalle sue imprese sportive, per Massimo è sempre stato uno stile di vita, infatti il suo motto che lo ha condotto per i monti di tre nazioni è stato: "ogni giorno da ogni punto di vista, io mi miglioro". Ed il sogno del bambino Massimo si è concretizzato da adulto nell'impresa "TriAlpi 2010". Il triatleta valsassinese è partito il 5 agosto 2010 dalla sede della Canottieri di Lecco. La prima tappa ha visto Magnocavallo nuotare per 40 kilometri da "quel ramo del Lago di Como che volge a mezzogiorno" sino ai lidi di Colico. Giunto dopo 17 ore ininterrotte di nuoto, infreddolito ed in stato di semi ipotermia, Magnocavallo non si è dato per vinto e dopo un breve riposo di quattro ore è salito in sella ad una bicicletta per percorrere i 260 km che separano Colico da Inzing, in Austria. Pari ad una tappa degna di un ciclista professionista, la distanza in questione ha visto il portacolori dello "Stendhal" superare il passo del Maloja e transitare per Saint Moritz in Svizzera. Smontato di sella a Inzing, la tappa più breve di 19 km è stata percorsa a piedi fino a giungere nella città tirolese di Innsbruck. Da alcuni anni una nuova sfida lo vede coinvolto come motivatore sportivo di alcuni ragazzi in difficoltà. Nel 2014 si è formato con il Dott. Lucio Moderato, nel corso base e avanzato sull’autismo; si documenta attraverso una bibliografica specifica in riferimento ai casi trattati. Come 'facilitatore sportivo' pone il soggetto nella condizione di realizzare, nella massima sicurezza, i propri desideri e le proprie ambizioni nell’ambito dell’attività sportiva a lui/lei più congeniale, in un’ottica di piena espressione delle singole potenzialità e peculiarità. Si sforza di accompagnare l’‘allievo nel percorso di miglioramento e di aiutarlo a esprimere se stesso, le potenzialità di cui è portatore, nell’alveo dei desideri e delle aspirazioni che nutre e che vorrebbe realizzare. Lascia il più possibile all’allievo le sue responsabilità, ma gli infonde sicurezza dimostrandosi pronto a correggere gli effetti degli errori più gravi. La competenza e l’essenza del suo ruolo non è dunque solo possesso di tecniche da trasmettere, ma stile di comportamento, sensibilità, empatia e capacità di negoziazione – entro i margini della sicurezza ‒ dei processi formativi per renderli quanto più sostenibili e recepibili all'allievo. Dal 2015 Fondatore e Presidente della Associazione I Supersportivi di Milano.