LA DONNA ETRUSCA

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Continuano queste brevi ma incisivi racconti relative alle donne nei diversi millenni. Dopo aver parlato della Grande Madre è inevitabile ed affascinante affrontare ora la donna nel periodo etrusco.

La donna etrusca aveva un posto di tutto rispetto nella società. Godeva di considerazione e libertà. Era istruita, poteva vestire in modo spregiudicato, partecipava ai banchetti sdraiata sullo stesso letto del suo uomo. Usciva spesso, assisteva ai giochi sportivi e agli spettacoli.

Per tutto questo non godeva di buona reputazione presso i greci e i romani che avevano nei confronti della donna un atteggiamento di paternalistico controllo e sottomissione. Quindi i comportamenti che la donna etrusca teneva in pubblico li scandalizzava.

La donna etrusca curava molto il suo aspetto. Ce lo confermano le pitture di molte tombe dove e’ raffigurata in pose eleganti e disinvolte con vesti preziose e gioielli.

La condizione sociale della donna nella civiltà etrusca era unica nel mondo mediterraneo.

La donna poteva trasmettere il proprio cognome ai figli, essere titolare di attività produttive, di atti di compravendita e successione ereditaria. Poteva avere schiavi e aveva diritto ad avere una propria tomba.

Da tutto quello che si e’ riusciti a sapere si evince che la donna etrusca sapeva conciliare lavoro, sport, cura della propria immagine e famiglia. Insomma, emerge l’immagine di una donna attiva, dinamica e per i tempi anche emancipata.

Era una madre tenera che aveva cura dell’educazione dei figli. Sapeva tessere e filare ed era stimata ed apprezzata dall’uomo.

Dai documenti rimasti risulta evidente che la posizione della donna non era molto inferiore a quella del marito e dei fratelli.

Probabilmente le donne etrusche ricoprivano anche cariche sociali e religiose. Però anche in Etruria, come nelle altre civiltà antiche, i diritti politici erano riservati solo ai maschi.

Purtroppo nell’ultima parte della storia etrusca, quando l’influenza culturale greca si fece sentire in modo più deciso sulle arti e sui costumi, le donne persero parte della loro indipendenza.

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Beolchi Daniela
Dopo aver lavorato tanti anni al Corriere della Sera ora sono felicemente in pensione e posso dedicarmi a ciò che mi interessa e che amo: gli animali, la natura, l’arte e la storia. Sono convinta che se gli uomini traessero insegnamento da uno studio attento della storia eviterebbero di ricadere sempre negli stessi errori alimentati dalla sete di potere e di ambizione di pochi che rovinano la vita di molti.