Paralimpiadi Rio 2016

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Quindicesima edizione dei Giochi estivi dedicati ad atleti con disabilità. Si sono svolti a Rio de Janeiro (Brasile) dal 7 al 18 settembre 2016.
Questa manifestazione, che riunisce e mette in gara sportivi con disabilità, ha una storia che risale al 1948, quando sir Ludwing Guttman, un medico britannico, organizzò in Inghilterra una competizione sportiva, avente per protagonisti veterani della Seconda Guerra Mondiale, affetti da gravi lesioni alla colonna vertebrale. Quattro anni dopo, con l’adesione di disabili provenienti dall’Olanda, nacque, di fatto, un movimento internazionale.

La competizione prese il nome di Stoke Mandeville, la cittadina di Buckinghamshire, che ospitava attualmente tali gare. Nel 1958 il medico italiano Antonio Maglio, direttore del centro paraplegici dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, propose a Guttman di disputare l’edizione del 1960 a Roma, che, nello stesso anno, avrebbe ospitato la XVII Olimpiade. I ”X Giochi internazionali per paraplegici” di Roma, ovvero la nona edizione internazionale dei Giochi di Stoke Mandeville, vennero in seguito riconosciuti come “I Giochi Paralimpiadi estivi” nel 1984, quando il Comitato Olimpico Internazionale approvò la denominazione di “Giochi Paralimpiadi”. I contatti tra Guttmann e la delegazione giapponese, presente a Roma in rappresentanza del Comitato Organizzatore della XVIII Olimpiade di Tokyo 1964, fecero sì che la stessa Capitale Giapponese ospitasse i giochi Internazionali di Stoke Mandeville dello stesso anno, successivamente riconosciuti come “II Giochi Paralimpiadi estivi”.

Tale abbinamento avrebbe dovuto proseguire nel 1968 a Città del Messico, ma, nel 1966, il progetto Giochi internazionali di Mandeville naufragò, a causa del mancato sostegno del governo messicano. Fu allora Israele ad offrirsi di ospitare tale edizione, come parte delle celebrazioni per il ventesimo anniversario della nascita dello stato. I Giochi Internazionali di Stoke Mandeville furono di nuovo ospitati negli stessi paesi dei Giochi Olimpici nel 1972 in Germania e nel 1976 in Canada. Le prime “Paralimpiadi invernali” vennero disputate in Svezia nel 1976.

I Giochi sono ormai abbinati sistematicamente ai Giochi Olimpici veri e propri dal 19 Giugno 2001, quando fu siglato un accordo tra Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ed il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC). Tale intesa garantisce che la città, candidata ad ospitare le Olimpiadi, deve organizzare, oltre a queste, anche i Giochi Paralimpici Quest’anno, per la prima volta, le Paralimpiadi estive si sono svolte in Brasile, paese con oltre 200 milioni di abitanti e un’economia in crescita importante.

Ad affrontarsi nelle 23 discipline paraolimpiche, sono stati oltre 4300 atleschermata-2016-04-01-a-17-49-19ti provenienti da 176 Paesi del mondo. Da questa edizione sono entrati due sport, prima assenti, e cioè la Canoa e il Triatlon. La Mascotte dei Giochi Paraolimpici di Rio era rappresentata da Tom, mentre per le Olimpiadi da Vinicius. Il primo simboleggia la ricchezza delle Piante e delle foreste brasiliane. Il secondo raffigura gli animali che si trovano nei dintorni di Rio. Da questi due personaggi è nato un cartone. Questo è Tom

Prima di quest’ultima edizione, i Giochi Paralimpici estivi si sono tenuti a Londra nel 2012, mentre quelli invernali in Russia nel 2014. La prossima edizione estiva sarà disputata a Tokyo, Giappone, nel 2020. Alcuni atleti, diversamente abili in diverse discipline, sono stati in grado di disputare e competere sia nei Giochi Olimpici che in quelli Paralimpici. In campo femminile l’impresa è riuscita per prima alla neozelandese Neroli Fairhall e, poco dopo, all’italiana Paola Fantato, nel tiro con l’arco, nel 1996 ad Atlanta. Poi seguirono altre atlete, diversamente abili. Il caso più famoso è quello di Oscar Pistorius, che ha preso parte alle gare dei 400 e della staffetta 4x400metri ai Giochi della XXX Olimpiade di Londra 2012. Un grande maestro, sciamano indio messicano, aveva detto: “La volontà è qualcosa che ci fa vincere una battaglia che, secondo ogni calcolo, si dovrebbe perdere”. Forse le Paralimpiadi sono molto più importanti dei Giochi Olimpici tradizionali, poiché mostrano che cosa sia realmente la volontà, dimostrando come sia possibile non vedere mai limiti, ma solo battaglie da vincere. Tra le tantissime foto scattate durante l’edizione del 2016, quella che ritrae l’atleta Jamey Jewells e suo marito è stata definita la più bella.

Venerdì, la squadra canadese femminile di basket in carrozzina ha battuto la Cina per 63 a 52. La vittoria dei canadesi ha dato inizio ai festeggiamenti ed in questo clima di serenità l’atleta Jamey Jewells è stata protagonista di uno scatto che passerà alla storia. Infatti, dopo il match, suo marito Adam Lucia, anche lui giocatore di basket in carrozzina, nella squadra canadese maschile, le si è avvicinato per darle un bacio. Adam, con addosso le protesi, è salito sulla carrozzina della moglie, l’ha abbracciata e le ha dato un bacio.
Le loro storie sono molto tristi: lei è stata vittima di un incidente stradale all’età di 14 anni; lui, nato senza piedi né caviglie, convive con le protesi da quando aveva un anno. Loro non hanno bisogno d’altro, perché sono felici così!
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Ganzetti Gianenrico
Nato a Milano il 10/09/1953. Diploma di Maturità Classica, 1° Anno di Economia e Commercio, Diploma di Programmatore su Sistemi IBM. Ha Lavorato presso Sineda, centro Servizi, Montedison come Operatore IBM, Standa come Analista/Programmatore EDP e Banche Popolari come Capo Progetto EDP. Separato con due figli: Giulia, Veterinaria e Fabio, Chef. Pensionato dal Dicembre 2015. Presta servizio come volontario presso la Croce Azzurra di Bareggio e sempre come volontario presso “Fraternità ed Amicizia” Cooperativa Sociale Onlus come allenatore di calcio ed educatore.